LUCA CURRELI
- INTERIOR DESIGN -
Uno degli errori più comuni quando si parla di luminosità domestica è ridurre tutto a una questione di aperture. Si pensa: più finestre ho, più luce avrò. Ma non è così che funziona. La luce naturale entra, sì, ma poi cosa succede? Viene assorbita dai colori delle pareti, bloccata dai mobili, dispersa da pavimenti scuri, soffocata da tendaggi troppo pesanti. Quello che percepiamo come luminosità non è la luce che entra, ma la luce che riesce a diffondersi nell'ambiente. E questa diffusione dipende interamente da come lo spazio è costruito e arredato.
Ogni superficie ha un indice di riflessione della luce — in gergo tecnico si chiama LRV, Light Reflectance Value. Un bianco puro può riflettere fino al 90% della luce che riceve. Un grigio medio scende intorno al 45%. Un verde salvia o un tortora caldo possono arrivare al 30%. Un antracite o un blu notte anche sotto il 10%. Questo significa che scegliere una tonalità scura per le pareti equivale a mettere una spugna davanti alla finestra: la luce entra, ma non va da nessuna parte. Il risultato è una stanza che percepita come pesante e chiusa, anche in pieno giorno. Non è necessario dipingere tutto di bianco. Ma è fondamentale scegliere i colori sapendo cosa fanno alla luce — non solo come appaiono nel quadratino del campionario.
La luce naturale non cade verticalmente dall'alto: entra attraverso le finestre con un'angolazione che varia in base all'ora e all'esposizione, e viaggia in diagonale verso l'interno della stanza. Se nel suo percorso trova un ostacolo — una libreria alta, un armadio posizionato di fronte all'apertura, una parete attrezzata che occupa tutta la larghezza — si ferma. La parte di stanza oltre quell'ostacolo resta in ombra strutturale, e nessuna lampada potrà compensarla in modo soddisfacente. La soluzione non è rinunciare ai mobili alti, ma posizionarli consapevolmente: sulle pareti laterali rispetto alle finestre, non di fronte, e preferendo versioni con ante a vetro che lasciano passare la luce invece di bloccarla.
Il pavimento è la superficie più estesa di una casa. Ha un ruolo fondamentale nel ciclo con cui la luce naturale si distribuisce nell'ambiente: entra dalla finestra, raggiunge il pavimento, rimbalza verso il soffitto, e poi si diffonde nello spazio.

Quando il pavimento è scuro — wengé, antracite, pietra nera, gres scuro — questo ciclo si interrompe. La luce viene assorbita invece di essere rimbalzata, e la stanza risulta visibilmente più buia anche in presenza di grandi aperture. Se il pavimento è già posato e non si vuole intervenire, si può compensare con pareti molto chiare, soffitto bianco e un'illuminazione artificiale progettata per simulare luce dall'alto verso il basso.
Le tende vengono scelte quasi sempre per ragioni estetiche. Raramente si considera quanto influenzino la luce. Tessuti pesanti, fodere oscuranti, binari montati troppo vicini alla finestra: sono scelte che possono ridurre del 30-50% la luce disponibile nella stanza, anche quando le tende sono completamente aperte. Il problema, in questo caso, è strutturale: se il binario è largo quanto la finestra, la tenda quando è aperta occupa comunque parte del vetro. La regola corretta è montare il bastone o il binario almeno 15-20 centimetri oltre il bordo della finestra su ciascun lato, così che la tenda, quando è aperta, lasci libera tutta la superficie vetrata.
Quando cala il sole, la luminosità di una casa dipende esclusivamente da come è stato pensato l'impianto di illuminazione. E nella maggior parte delle abitazioni italiane, quell'impianto non è stato pensato: c'è un punto luce centrale per stanza, qualche lampada acquistata per estetica, e poco altro. Il risultato è una luce piatta, dura, senza profondità, che non valorizza né gli spazi né chi li abita. Un progetto illuminotecnico ragiona su tre livelli sovrapposti: la luce d'ambiente, quella diffusa e generale; la luce d'accento, che valorizza architetture, nicchie o oggetti; e la luce funzionale, dedicata alle attività come cucinare, leggere o lavorare. Quando questi tre livelli coesistono e si possono regolare, la casa ha sempre l'atmosfera giusta — e la percezione di luminosità cambia radicalmente.
La luminosità di una casa è il risultato di decine di scelte che interagiscono tra loro. Alcune si possono correggere anche senza cantiere. Altre vanno decise prima che i muri siano chiusi e i pavimenti posati. Se hai la sensazione che la tua casa non sia mai abbastanza luminosa, il primo passo è capire perché — e farlo con un'analisi professionale dello spazio, non per tentativi.
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Luca Curreli - Interior designer
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